Tante soluzioni possibili per l’uso di agevolatrici

La versatilità di molte attrezzature per la raccolta facilita l’operazione e consente di meccanizzarla parzialmente. La scelta dipende dalla forma della pianta, dalla potatura e dalla maturazione delle olive


agevolatrici

La riconversione della nostra olivicoltura, pur essendo in fase di avanzata attuazione, non ha ancora raggiunto superfici specializzate di dimensioni tali da giustificare l’acquisto di raccoglitrici con le quali realizzare cantieri di lavoro per la raccolta integrale del prodotto. Limite strutturale che riguarda la maggioranza delle aziende olivicole caratterizzate da impianti secolari e da oliveti tradizionali che per i loro sesti di impianto, per le forme disomogenee di allevamento e anche per l’epoca di maturazione non rendono opportuno l’utilizzo di raccoglitrici integrali.

La soluzione alternativa viene fornita dalle attrezzature agevolatrici che consentono di ridurre i costi della raccolta manuale, non sempre possibile a causa della carenza di manodopera; attrezzature che, dato il prezzo non elevato, possono essere acquistate anche dalle piccole aziende con poche piante.

La resa di raccolta e la qualità del lavoro delle agevolatrici hanno raggiunto livelli tali da raccogliere l’intera produzione senza provocare danni all’integrità del frutto anche nei casi in cui la pianta presenta una configurazione architettonica disomogenea.

Le agevolatrici consentono, inoltre, di raccogliere olive di diverse cultivar generalmente presenti negli oliveti tradizionali o familiari, a seconda del grado di maturazione per ottenere oli monovarietali sempre più richiesti dal consumatore. Il mercato offre un’ampia gamma di agevolatrici che si differenziano per la tipologia degli organi lavoranti: abbacchiatori-sferzatori, brucatori e ganci scuotitori azionati da compressori, da piccoli motori a scoppio o da batterie elettriche al litio, oggi le più diffuse.

Scelte su misura

Le agevolatrici richiedono l’impiego di reti da stendere sul terreno per intercettare le olive che cadono al fine di non provocare lesioni al frutto, oltre che per evitare che lo stesso venga a contatto diretto con il terreno. La movimentazione delle reti comporta inevitabili tempi morti di lavoro del cantiere di raccolta, che possono in parte essere contenuti utilizzando più reti delle dimensioni di 5×6 o 6×8 metri da stendere sotto più olivi, facendo, però, attenzione a non calpestare le olive cadute. Una soluzione per limitare la movimentazione delle reti consiste nell’abbinare al trattore o al motocoltivatore una attrezzatura che stende, lungo il filare, reti rettangolari che vengono automaticamente riavvolte convogliando le olive raccolte in cassette situate alla fine della rete stessa.

 

 

Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 3/2016 L’Edicola di Olivo e Olio


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