Primo Piano Pac 2014-2020 –

Con un plafond di 70 milioni di euro il settore riceve solo il 16% dei titoli accoppiati totali. Il nuovo sostegno farà recuperare alle aziende solo una piccola parte delle risorse perdute (340 milioni in meno). Nessun vantaggio per le aziende

Taglio drastico agli aiuti con l’arrivo della nuova Pac

tunisino

Con l’accordo politico sull’attuazione nazionale della Pac 2014-2020, raggiunto lo scorso 12 giugno in Conferenza Stato-Regioni, si può considerare concluso il processo di definizione a livello nazionale dei criteri di applicazione delle misure di sostegno accoppiato al settore primario previste dalla nuova Pac.
Il plafond assegnato al sostegno accoppiato (art. 52 del Reg. 1307/2013) si attesta intorno a 420 milioni di € pari all’11% del massimale nazionale.
Il documento sull’attuazione della nuova Pac prevede la ripartizione del suddetto plafond nei seguenti macropiani:
– zootecnia (211,8 milioni di €);
– seminativi (147 milioni di €);
– olio d’oliva (70,4 milioni di €).
Nella distribuzione delle risorse, quindi, un ruolo determinante è stato assegnato al settore della zootecnia che avrà a disposizione quasi il 50% delle risorse destinate alla suddetta tipologia di pagamento.

Tre premi
All’olio di oliva, saranno destinati 70 milioni di €, quindi solamente il 16,4% del plafond.
Sono previste tre misure:
1) premio base olivo: per le superfici olivicole localizzate nelle regioni in cui la superficie rappresenta almeno il 25% della Sau regionale (Calabria, Liguria e Puglia);
2) premio aggiuntivo olivo: destinato alle superfici olivicole localizzate nelle regioni “Obiettivo Convergenza” in cui la superficie olivicola rappresenta almeno il 25% della Sau regionale (Calabria e Puglia), caratterizzate da pendenza media superiore al 7,5%;
3) premio olivicoltura con rilevante importanza economica sociale territoriale ed ambientale: la misura interessa le superfici olivicole aderenti a sistemi di qualità.
L’appello lanciato dalle Unioni nazionali delle Op e delle Associazioni olivicole per destinare all’olivicoltura una dotazione congrua delle risorse per il sostegno specifico di cui all’art. 52 del Reg. 1307/2013 (aiuto accoppiati) è stato solo parzialmente accolto considerato che:
– il settore olio di oliva ha percepito ogni anno circa 720 milioni di €;
– il massimale nazionale Pac diminuirà del 10% circa mentre la dotazione finanziaria della Pac annualmente inintercettata dal settore si ridurrà quasi del 50% a causa soprattutto della convergenza interna;
– è il settore che con l’attuazione della Pac 2014-2020 perderà maggiori risorse (da 720 milioni di € a 380 milioni di €);
– attraverso il nuovo sostegno accoppiato, recupererà solo una piccola parte delle risorse che lo stesso perderà con l’attuazione della nuova Pac. La perdita, infatti, si aggira intorno a 340milioni di €.
Il budget destinato alle tre misure, quindi, permetterà al settore di recuperare solo le risorse che lo stesso perde a causa dell’attivazione della tipologia di pagamento accoppiato (73 milioni di € circa).
Il sostegno accoppiato per l’olio di oliva sarà, fondamentalmente, una semplice partita di giro.

Un sostegno inutile
Chi ha lavorato al documento non ha valutato l’elevato livello di rischio nel quale si trova l’olivicoltura nazionale e l’impatto negativo della nuova Pac (i gravi danni provocati dalla convergenza interna alle aziende olivicole).
Da anni il settore è afflitto da una situazione di difficoltà economica che si sta manifestando con un processo di abbandono produttivo particolarmente significativo in alcune aree del Paese.
Il sostegno accoppiato avrebbe dovuto essere concesso esclusivamente a quei settori o a quelle regioni in cui determinati tipi di agricoltura o determinati settori agricoli, che rivestono particolare importanza per ragioni economiche, sociali o ambientali, si trovano in difficoltà.
L’olivicoltura avrebbe dovuto ricevere una dotazione congrua delle risorse per il sostegno accoppiato. Così non è stato. Si è preferito attuare la classica politica degli aiuti a pioggia che ha generato un sostegno accoppiato inutile, con poche decine di €/ha.
Si è lavorato per mesi su un documento che sicuramente non apporterà nessun vantaggio alle aziende olivicole e non solo.
Nonostante l’olivicoltura italiana rischi seriamente di sparire, si ha l’impressione che i decision makers non abbiano nessun interesse per questo settore.

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