Spagna a corto di olio di oliva

1,3 milioni di t disponibili contro una domanda di 1,45 milioni di t. Impennata dei prezzi del 40%


produzione

“Non abbiamo abbastanza olio per i nostri impegni sul mercato interno e per l’esportazione e dovremo cercarlo nel settore olivicolo nazionale, come pure attraverso l’estero”, dice. “Dobbiamo fare una selezione di clienti e paesi che ci interessano di piu’ per mantenere quei mercati che abbiamo aperto dopo anni di lavoro”.

Non c’è più olio in Spagna. Le scorte ammontavano a quasi 500mila t. Oggi, a raccolta completata, la produzione arriverebbe a sole 800mila t per un totale di disponibilità pari a 1,3 milioni di t, rispetto a una domanda media totale superiore a 1,45 milioni di t.

Lancia l’allarme  Antonio Luque, amministratore delegato di Dcoop,  già Hojiblanca,  la più grande cooperativa del mondo nel settore dell’olio di oliva (300mila t nel 2014, esportate nel 2014 per il 40%).

La Spagna è  il primo paese olivicolo del mondo con una quota di mercato superiore al 40%. Negli ultimi dieci anni le superfici sono aumentate fino a 2,4-2,6 milioni di ettari;  migliaia di ettari sono in coltura intensiva ad alto rendimento. Il risultato è stato il salto da una produzione media di 800mila t a 1,5 milioni di t a fronte di un consumo interno medio di sole 550mila t. I piu’ pessimisti prevedevano eccedenze nel medio termine. Oggi, al contrario, l’olio manca.

Intanto i prezzi sono saliti alle stelle fino a 3,30 €/kg per l’olio extravergine, mentre un olio di qualità media ha raggiunto i 2,80 €/kg , circa il 40% rispetto all’anno scorso.

Una seconda conseguenza è che il primo produttore al mondo dovrà importare tra le 150 e le 180 mila t da Marocco, Portogallo, Grecia o Tunisia. In realtà anche il raccolto mondiale è stato inferiore alle attese: solo 2,4 milioni di t rispetto ad un raccolto medio di 3,3 milioni. Quindi non sarà facile effettuare le importazioni necessarie per le industrie.

Per soddisfare la domanda e cercare di influenzare i prezzi, Bruxelles ha accelerato l’ingresso di un contingente di olio con tasso tariffario ridotto di 57mila t dalla Tunisia per tutta l’Ue.


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