APPUNTI DI STAGIONE –

Il periodo freddo è il migliore per avviare gli interventi di potatura per ringiovanire o riformare le piante male impostate, quelle più anziane o con problemi di salute e quelle troppo alte, cercando anche di ricostruire l’equilibrio tra radici e chioma

Piante di olivo : Invecchiate o cariate È il tempo delle riforme

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Nel periodo invernale, prima
della ripresa vegetativa,
è opportuno iniziare
gli interventi di potatura, in particolare
di ringiovanimento o di riforma,
su piante invecchiate o cariate,
poco reattive alle cure colturali, o
piante mal impostate (livello di impalcatura
troppo alto o troppo basso),
con eccessiva quantità di legno
(branche primarie troppo numerose
o branche dicotomiche che moltiplicano
il numero di quelle originarie)
o altezza elevata che rende difficoltose
le operazioni di raccolta,
mirando a ricostituire la struttura
primaria della pianta e a indirizzare
risorse verso le parti che dovranno
essere ricostituite, a partire dalla
schiusura delle gemme latenti e dal
maggior vigore dei germogli residui.

Potatura di riforma
e quantità di legno

Una potatura drastica provoca infatti
una risposta vegetativa più o
meno forte in relazione all’intensità
dei tagli, a causa di uno squilibrio
che si viene a creare tra l’apparato
radicale, che diviene esuberante,
e la chioma residua che non
riesce a smaltire l’abbondante disponibilità
di nutrienti. Per questo
si raccomanda di mantenere il volume
complessivo della chioma più
vicino possibile a quello dell’apparato
radicale, evitando l’eccessiva,
comunque inevitabile, emissione
5 Eccessiva quantità di legno: branche primarie dicotomiche, che si dividono in due.
di polloni e succhioni, che dovranno
essere “gestiti” nell’estate successiva.

In piante strutturalmente sane ma
con un numero eccessivo di branche
primarie e secondarie, la riforma
può essere praticata gradualmente
eliminando branche primarie
sovrannumerarie per ridurle a circa
4 (il numero delle branche superstiti
sarà proporzionato al volume
complessivo della chioma) che siano
equidistanti, a coprire l’arco dei
360°, inclinate verso l’esterno con
un angolo di 30-35° in caso di raccolta
meccanica, 40-45° in caso di
raccolta manuale/agevolata, con un
diametro che diminuisce progressivamente
verso l’alto e termina con
la cima, di media vigoria.

Eventuali dicotomie (divisioni
della branca primaria in due di pari
diametro) devono essere eliminate
all’inserzione o dopo un breve tratto
(dove la struttura tende ad uno
sviluppo verticale), per evitare duplicazione della struttura primaria.

Le branche secondarie devono
essere inserite sulle primarie con un
angolo tendenzialmente aperto ed
un diametro inferiore alla metà di
quello della principale; vanno diradate
per evitare duplicazioni e sovrapposizioni,
lasciando a ciascuna
uno spazio adeguato per il rinnovo
delle branchette fruttifere.

Dopo la potatura di riforma effettuata
a livello delle branche principali,
si assiste al germogliamento
di gemme avventizie al di sotto dei
tagli e all’insorgenza di molti polloni
e succhioni. In una prima fase è
opportuno eliminare solo quelli più
vigorosi e assurgenti, lasciando gli
altri come valvola di sfogo per limitare
l’insorgenza di altri e mantenere
la vitalità della parte di struttura
su cui sono inseriti. Senza grandi
perdite di produzione, già alla fine
di un triennio, la chioma degli olivi
potati alle branche primarie avrà
raggiunto una forma a vaso sufficientemente
razionale e una buona
distribuzione della struttura primaria
e secondaria.

* alfei_barbara@assam.marche.it

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