OLIO QUESTO SCONOSCIUTO –

Il parassita ha causato ingenti danni in quest’ultima campagna, tanto che buona parte dell’olio non avrà i requisiti per essere classificato extravergine. In molti casi sono danni irreversibili ed elevato è il rischio di sofisticazioni

Mosca, un flagello. Attenzione alle frodi

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Le condizioni climatiche miti e le persistenti e diffuse piogge che hanno caratterizzato l’andamento stagionale primaverile-estivo, hanno favorito l’infestazione di fitofagi parassiti dell’olivo e in particolare della mosca (Bactrocera olea) che, in moltissimi areali di coltivazione, ha assunto dimensioni di notevole entità. Non sempre la difesa contro il parassita, sia biologica sia chimica, è riuscita a contenere gli attacchi a causa anche della mancata tempestività nell’effettuare ripetuti interventi, peraltro ostacolati dalle continue precipitazioni meteoriche.

Né la lotta larvicida né quella adulticida hanno consentito, in molte aree olivicole, di preservare l’integrità del frutto dagli attacchi della mosca che si sono manifestati già agli inizi di luglio, per proseguire sino all’approssimarsi della raccolta del prodotto, provocando danni irreversibili alla composizione chimico-organolettica delle olive, oltre alla cascola che in alcuni oliveti ha raggiunto il 90% del prodotto pendente.

Una campagna olivicola-oleicola che si presenta non certo ottimale sia per la produttività che per la qualità dell’olio, molto del quale non avrà, purtroppo, i requisiti merceologici per essere classificato extravergine.

Situazione che, oltre ad arrecare notevoli danni agli olivicoltori, può favorire frodi e sofisticazioni con risvolti negativi per il settore e per i consumatori.

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