OLIVO E OLIO \ DIFESA –

L’insetto ha trovato condizioni favorevoli per il clima mite e piovoso di fine inverno e primavera scorsi. Due i tipi di intervento: su larve e adulti. Altre possibilità riguardano prodotti fitosanitari con principi attivi ammessi anche in agricoltura biologica

Mosca, attacchi precoci. Resa e qualità a rischio

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Le condizioni climatiche che si verificano nel mese di settembre sono quasi sempre favorevoli allo sviluppo dei fitofagi e delle principali avversità fungine che attaccano l’olivo.
Questo periodo rappresenta sicuramente una delle fasi più delicate della lotta contro la mosca dell’olivo(Bactrocera oleae). L’insetto, che è presente sulla coltura allo stadio di adulto praticamente durante tutto l’anno, ha trovato condizioni favorevoli grazie all’andamento particolarmente mite e piovoso di fine inverno e primavera 2014 con conseguenti attacchi precoci.
In molte zone olivicole, anche su olive da olio, sono state riscontrate infestazioni elevate già a partire dall’inizio di luglio. Visto l’andamento stagionale, la deposizione di settembre potrebbe rivelarsi ancora più dannosa in considerazione che l’attività della mosca dell’olivo è favorita proprio dai valori termici di questo periodo (20-27 °C) e dal fatto che le drupe sono particolarmente recettive agli attacchi.
Ciascuna femmina è in grado di deporre qualche centinaio di uova (ma può arrivare fino a 1.000), in genere una per frutto (foto 1); la larva che si sviluppa scava nella polpa dell’oliva una galleria di aspetto filiforme nel primo stadio di sviluppo, che assume dimensioni maggiori in quelli successivi. Infestazioni elevate oltre che provocare perdite di produzione, causate dalla cascola delle olive colpite, peggiorano la resa in olio e causano gravi alterazioni biochimiche ed organolettiche dei frutti che peggiorano la qualità dell’olio prodotto.

La strategia
La difesa deve essere particolarmente attenta e correttamente pianificata, poiché eventuali errori possono comportare come detto sia danni qualitativi sia forti perdite produttive. Le strategie di difesa utilizzabili contro questo temibile insetto sono diverse ma per omogeneità di esposizione si possono raggruppare in interventi confinalità larvicidaed interventi con finalità adulticida.
In entrambi i casi è importante verificare con attenzione l’andamento dei voli degli adulti e i livelli di infestazione nelle drupe. Il monitoraggio dei voli del fitofago si realizza installando in campo trappole attrattive per i soli maschi della specie (con innesco a feromoni – foto 2) oppure per entrambi i sessi (con innesco alimentare e a feromoni e/o con pannello cromotropico).
Il campionamento delle drupe va effettuato con regolarità settimanale, raccogliendo a caso 100 olive/ha (1 oliva/pianta oppure 10 olive da 10 piante). Da questo campione vengono estratte le olive con segni di deposizione. Con l’aiuto di una lente contafili (o meglio di uno stereomicroscopio) e di un bisturi si verifica l’infestazione attiva delle drupe calcolando la percentuale di olive con uova (foto 3) e larve di prima e seconda età. Se si superano le soglie di intervento si deve programmare tempestivamente l’intervento fitosanitario (tabella 1).
Nel caso di lotta larvicida si interviene con insetticidi organofosforici al superamento della soglia del 10 -15% di infestazione attiva. Nella strategia adulticida si interviene su una parte limitata della chioma con una miscela di insetticida e attrattivo alimentare (esca proteica) al superamento della soglia del 1-2% di infestazione attiva o, nel caso di utilizzo di modelli previsionali, nell’epoca prevista di inizio deposizione. Piogge intense (>20 mm), cadute nei primi giorni successivi al trattamento, ne diminuiscono notevolmente l’efficacia.

Altri metodi
Da segnalare la possibilità di impiegare prodotti fitosanitari contenenti principi attivi ammessi anche in agricoltura biologica: Beauveria bassiana antagonista fungino entomopatogenocommercializzato come sospensione concentrata di conidiospore vive del fungo e Spinosad costituito da una miscela di metaboliti di origine fungina (il formulato è costituito da una miscela di esca proteica e principio attivo già pronta per l’uso). Questi prodotti vanno impiegati con la tecnica di lotta adulticida e ampliano le possibilità di scelta degli olivicoltori che si sono visti ridurre i principi attivi a disposizione dalle recenti procedure di riclassificazione dei prodotti fitosanitari.
Altre metodologie di controllo della mosca si possono realizzare sfruttando l’attività indiretta dei sali di rame normalmente impiegati contro i patogeni dell’olivo, oppure attuando la cattura massale installando, a partire dagli inizi di luglio, un adeguato numero di trappole contenenti attrattivi alimentari associati ad un prodotto insetticida di contatto (metodo attract and kill); questi due sistemi rappresentano una interessante prospettiva per i produttori di olive da olio con metodo biologico.
Si ricorda che i servizi di sviluppo agricolo regionali o i servizi tecnici di alcune associazioni olivicole elaborano notiziari fitosanitari settimanali (tabella 2), utilizzando le strategie sopradescritte per consigliare idonei interventi fitoiatrici: nel caso il proprio oliveto sia localizzato in aree coperte da tali notiziari è quindi consigliabile seguirne le indicazioni.

Cercosporiosi
Per quanto riguarda i patogeni la cercosporiosi o piombatura dell’olivo, causata dal fungo Mycocentrospora cladosporioides, è una delle avversità più insidiose di questo periodo: pioggia ed elevata umidità favoriscono la diffusione dell’inoculo; in presenza di tali condizioni meteorologiche i propaguli del fungo penetrano attraverso gli stomi all’interno dei tessuti fogliari dove si sviluppano come endofiti. Successivamente con la fuoriuscita di conidiofori e conidi in corrispondenza della pagina inferiore compaiono i tipici sintomi della malattia con foglie che assumono un colore grigio piombo (da cui deriva il termine piombatura) e un aspetto fuligginoso. Contemporaneamente compaiono a livello della pagina superiore clorosi e ingiallimenti che con il tempo evolvono in imbrunimenti e disseccamenti del tessuto. I sintomi iniziano a partire dalle foglie basali dei rametti dell’anno e la malattia può provocare seri danni, legati alla prematura caduta delle foglie, in particolare su piante già debilitate per altre cause. Trattamenti con prodotti fitosanitari a base di sali di rame (efficaci anche contro l’occhio di pavone) sono sufficienti per limitare la diffusione del patogeno.

Occhio di pavone
Le condizioni ambientali sopradescritte favoriscono anche l’attività di Spilocaea oleagina, fungo che provoca l’occhio di pavone. I sintomi caratteristici della malattia sono visibili sulla pagina superiore delle foglie dove si evidenziano macchie concentriche e tondeggianti di colore grigio e alone giallastro (foto 4). L’inoculo da cui si sviluppano le nuove infezioni è costituito da foglie infettate durante la primavera rimaste sulla chioma delle piante o cadute a terra. Per valutare l’opportunità di effettuare un intervento fitosanitario, può essere utile il metodo della diagnosi precoce da applicare su un campione rappresentativo di foglie (es. 200 foglie/ha scelte a caso). Se la quantità di foglie sintomatiche supera il 30-40%, si consiglia un intervento con sali di rame, mentre se il livello d’infezione risulta molto elevato è preferibile impiegare prodotti fitosanitari contenenti il principio attivo dodina.
I trattamenti con prodotti a base di rame sono importanti anche per il contenimento di marciumi a carico delle drupe provocati dal fungo Colletotrichum gloeosporioides e noti con il nome di lebbra delle olive.
Si raccomanda infine di rispettare le indicazioni in etichetta dei prodotti fitosanitari impiegati e, nel caso di adesione a progetti di lotta integrata, di rispettare i relativi disciplinari tecnici.


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