Miscelare oli di categorie diverse è ingannevole

Dietro tale pratica si nasconde spesso la volontà di diluire oli non conformi in altro olio Evo così da disperderne le tracce nella partita assemblata


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Oltre che il nodo del dibattito, sembra che la miscibilità di oli appartenenti a diverse categorie merceologiche sia anche il punto da cui partire per contrastare frodi e contraffazioni. Non a caso, proprio dietro illecite miscelazioni si nasconderebbe la volontà di diluire oli non conformi in altro olio Evo così da disperderne le tracce nella partita assemblata.
E tra i fenomeni più diffusi, sotto la lente di recenti indagini, ci sono proprio miscelazioni tra oli appartenenti a diverse categorie merceologiche: in particolare la Procura di Bari, stando a quanto emerso dalla relazione presentata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, ha precisato che la vendita come olio extravergine di oliva ottenuto da una miscelazione con oli appartenenti ad altre categorie configura un comportamento ingannevole, considerando che la partita finale di olio – dichiarato Evo – sarebbe invece originato dall’artificiosa combinazione di oli di categorie diverse così da ottenere un prodotto finale rientrante nei meri parametri chimici della categoria Evo. Si tratterebbe quindi – precisa la relazione, “di un olio che dell’extravergine possiede il solo parametro chimico, peraltro non originario, cioè non ottenuto direttamente, bensì da un processo di miscelazione”.


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