Mare d’Argento, un film in difesa degli olivi pugliesi

Un cortometraggio del fotografo e scrittore pugliese Carlos Solito, tra Murgia meridionale e costa adriatica


olivi pugliesi

Gli olivi pugliesi non se la stanno passando proprio bene, considerato quanto è avvenuto nell’ultimo anno a causa della Xylella. Per dare loro man forte – e aiutare la Puglia intera – è sceso in campo il regista, fotografo e scrittore pugliese Carlos Solito, il cui talento narrativo da tempo è noto alle cronache italiane ed estere per il suo focus legato al Sud Italia. Ha infatti girato il cortometraggio Mare d’argento, con l’intenzione di celebrare la magia degli oliveti in Puglia e di tutto ciò che essi comprendono, dalle monumentali masserie imbiancate, ai frantoi ipogei, ai muretti a secco e agli insediamenti rupestri del territorio di Fasano (Br).
A raccontare le più rappresentative bellezze di questa zona, tra Murgia meridionale e costa adriatica, ci sono il punto di vista e le avventure di un eroe bambino, Vittorino, interpretato da Danilo Palmisano. Nativo di Locorotondo, 11 anni, insieme ai tre coetanei Angelo Corelli, Andrea De Carolis e Domingo Sibilio, è stato selezionato dalla locale Scuola di teatro Glittêr. Prodotto dall’abruzzese Nardis Production, al corto partecipano anche volti noti: Alessio Vasallo (Il giovane Montalbano 1 e 2), Nando Popu dei Sud Sound System impegnato in prima fila contro il problema Xylella, e Chiara Torelli (Sanguevivo).
Obiettivo del cortometraggio è quello di mostrare una Puglia tradizionale e poetica, un luogo tra sogno e realtà dove gli oliveti secolari rappresentano il miglior teatro da gioco per la realtà di un bambino. A sottolineare il portato fiabesco ci sono le musiche dello stesso attore Nando Popu e la colonna sonora che porta la firma di Mango con il brano Mediterraneo, al quale il regista è particolarmente legato. A riguardo Laura Valente, moglie del cantautore lucano scomparso nel dicembre 2014, scrive: «Quando abbiamo la fortuna di incontrare un bravo cantastorie, all’improvviso e con naturalezza, mentre lui racconta, noi torniamo a essere un po’ bambini e la nostra vita, per qualche istante, è di nuovo semplice e profumata come le lenzuola stese al sole. Grazie Carlos, Mediterraneo di Pino ha trovato un nido».


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