Le vendite di olio Dop-Igp salgono del 7%

Nel 2014 gli acquisti di Dop e Igp sono aumentati nella gdo. Ma alla 13ª edizione del concorso Sirena d’Oro si è insistito sulla necessità di valorizzare di più il made in Italy certificato. Toscana, Sardegna e Puglia vincitrici della selezione


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Sono 2,9 milioni i litri di olio Dop-Igp acquistati nel 2014 nel canale della gdo, per un valore di 31 milioni di €. Pochi, se rapportati ai 154 milioni di litri complessivi degli extravergine dal valore totale di 634 milioni.
Un dato «che registra una situazione ben definita – afferma Pietro Sandali, direttore generale di Unaprol –. L’olio extravergine a denominazione di origine in Italia è alla ricerca di una nuova dimensione perché ancora fortemente schiacciato tra “l’effetto marmellata”, che confonde sullo scaffale prezzi e qualità diversi, e “l’effetto civetta”, che lo utilizza come richiamo per gli acquisti».
Per interrompere questa pericolosa tendenza occorre investire in comunicazione e informazione con l’obiettivo di rendere il consumatore consapevole e responsabile. Mettere, dunque, in primo piano qualità e origine dei territori, per valorizzare l’eccezionale patrimonio made in Italy certificato.
Il potenziale delle produzioni di eccellenza italiane, un potenziale alto, come dimostrano le 109 aziende che hanno partecipato al concorso Sirena d’Oro (unico in Italia a premiare solo oli Dop-Igp), deve essere più valorizzato per diventare competitivo sui mercati.
Secondo i dati (2014) del monitoraggio Unaprol, l’Italia conferma la propria posizione di leader per il numero complessivo di registrazioni (269), seguita da Francia (219), Spagna (180), Portogallo (125), Grecia (101). Degli extravergine di qualità riconosciuti dall’Ue, il 34% è rappresentato da marchi italiani (43 denominazioni). Seguono Spagna (30 denominazioni) e Grecia (29).
La regione italiana con più riconoscimenti è la Sicilia (6 denominazioni), seguono Puglia, Toscana e Campania con 5 e Lazio con 4. Tra le province con maggior riconoscimenti Dop e Igp ci sono Trapani e Siena.
Il settore degli oli Dop/Igp presenta un elevato numero di riconoscimenti a livello europeo al quale, però, non corrisponde un altrettanto importante livello di produzione certificata e soprattutto di fatturato. Tenendo conto che nel 2014 il 66% dei volumi di extravergine, compresi Dop e Igp, è stato venduto in promozione, la sfida che il comparto è chiamato a vincere nel prossimo futuro sui mercati internazionali è di agganciare il potere d’acquisto dei consumatori, indirizzandolo verso oli certificati con riconoscimento comunitario d’origine.
«Con le oltre 350 cultivar censite, le 43 designazioni d’origine riconosciute, i circa 176mila ha investiti a biologico, e il 100% italiano, le Dop e Igp costituiscono il poker d’assi in grado di soddisfare la domanda di ciascun consumatore mondiale» ha ribadito Sandali prima della premiazione delle eccellenze.


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