Interventi straordinari per oliveti tradizionali

Si ricorre ad interventi drastici per correggere e modificare l’architettura della pianta, ringiovanire oliveti vecchi o abbandonati, poco produttivi. Le tecniche per riformare alberi con danni severi da freddo o da patogeni


interventi

Gli oliveti tradizionali, portatori di biodiversità, di inestimabile valore storico-paesaggistico-ambientale, potrebbero recuperare competitività a partire dalla semplificazione della struttura della chioma, riducendo così i costi di produzione senza compromettere la potenzialità produttiva. Le piante potate in maniera tradizionale potrebbero essere ristrutturate al fine di semplificare e agevolare/meccanizzare le operazioni di potatura e raccolta. A tal fine sono attualmente disponibili macchine altamente affidabili, ma piante strutturate male andrebbero a vanificare i progressi del settore meccanico.
Studi effettuati in Umbria e in Toscana già nei primi decenni del ‘900 dimostrano un incremento della capacità produttiva delle piante allevate a vaso policonico (con cima) rispetto a quelle allevate a vaso tradizionale o dicotomico (senza cima), o vaso capitozzato alle branche primarie (vaso rinnovato). La “funzione di cima” risulta fondamentale per equilibrare la pianta e distribuire risorse tra attività vegetativa e produttiva.
Nelle forme tradizionali, molto diffuse negli areali olivicoli italiani, ci sono spesso limiti legati alla eccessiva quantità di legno strutturale, di grande diametro fino in alto. Spesso il numero di branche primarie viene stimolato mediante cimature e capitozzature con l’obiettivo, valido in passato, di facilitare il posizionamento delle scale. Ciò comporta però l’accrescere della porzione superiore di chioma di attrarre la linfa, a scapito della porzione basale che soccombe progressivamente. Da qui la necessità di contenere l’altezza totale delle piante con periodici interventi di capitozzatura, alterando il rapporto tra volume della chioma e quello dell’apparato radicale, con conseguente notevole squilibrio che porta all’emissione di numerosi polloni e succhioni

Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 2/2017  L’Edicola di Olivo e Olio


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