I danni della tignola su olive a drupa grossa

La pericolosità è spesso sopravalutata. Raramente determina infestazioni tali da giustificare il ricorso alla lotta con mezzi chimici


tignola

L’oliveto è un agroecosistema stabile in cui non si riscontrano introduzioni di nuovi fitofagi esotici e dove le molte specie potenzialmente dannose raramente raggiungono densità preoccupanti, essendo ben controllate da una vasta schiera di predatori e parassitoidi. Infatti delle circa 50 specie fitofaghe che attaccano l’olivo solo la mosca (Bactrocera oleae) e la cocciniglia nera (Saissaetia oleae) rappresentano una costante minaccia per la produzione olivicola, mentre la pericolosità della tignola (Prays oleae) è spesso sopravalutata perchè raramente determina  infestazioni tali da giustificare il ricorso alla lotta con mezzi chimici.

Il ciclo

La tignola dell’olivo è un microlepidottero il cui adulto è una farfallina lunga 6-8 mm con ali anteriori di colore grigio-perla e macchie nere e ali posteriori un poco più chiare con margini sfrangiati. La larva matura misura 7-8 mm ed è di colore verde o nocciola.

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