Il controllo della mosca in regime biologico

Anche nelle annate più favorevoli alla mosca, gli olivicoltori biologici possono avvalersi di numerosi mezzi di difesa. Efficaci strategie consentono di produrre oli di qualità con impatto ridotto sulla biodiversità ambientale


mosca

La mosca delle olive, Bactrocera oleae è la principale specie dannosa nell’agroecosistema olivo. I suoi attacchi producono danni soprattutto sulla qualità dell’olio, specialmente negli anni caratterizzati da alta densità di popolazione e scarica delle piante. Valgano come recenti esempi le annate 2014 e 2016 in cui si sono registrati danni ingenti o addirittura perdite totali del prodotto. Occorre tuttavia distinguere il danno a seconda che si considerino varietà da mensa o da olio. Sulle prime le soglie di intervento sono molto basse: 1-2% di infestazione “dannosa” che costringe gli olivicoltori ad effettuare ripetuti interventi chimici per evitare il superamento di tali percentuali. Tali valori aumentano fino al 14% di infestazione “attiva” per le olive da olio. È proprio sulle cultivar da olio che l’olivicoltore biologico può giocare la sua partita perché gli attacchi della mosca non sempre superano questa soglia, ed è stato anche dimostrato come alla raccolta si possano tollerare livelli di infestazione fino a un 20% di drupe danneggiate senza riscontrare significativi peggioramenti di alcuni parametri qualitativi sull’olio prodotto, se la frangitura avviene in tempi brevissimi dalla raccolta (Gucci et al., 2012; Caruso et al., 2014). Inoltre l’olivicoltura biologica ha a disposizione diverse strategie di controllo per ridurre gli attacchi da parte della mosca. Esaminiamo in breve tutti i mezzi di lotta disponibili tenendo in considerazione gli aspetti positivi o meno, i benefici e i limiti delle varie tecniche di controllo.
“Attract and kill” ed esche
alimentari
Tale tipo di lotta si basa sull’impiego di vari dispositivi che utilizzano sostanze attrattive di tipo feromonico e alimentare (sali d’ammonio) per attrarre maschi e femmine della mosca riducendo così il loro potenziale biologico (Foto 1). Gli adulti, una volta giunti a contatto con la trappola vengono uccisi per contatto dal principio attivo con cui il dispositivo è stato imbibito (in genere un piretroide di sintesi). Tale tipo di strategia di controllo è stata molto in auge in passato, ma ragioni di ordine economico e di efficacia nell’abbattimento delle popolazioni della mosca, soprattutto in presenza di alta densità di popolazione, ne hanno limitato l’impiego. In effetti, se la metodologia fosse più efficace, tale metodo, magari trasformato in trappole che catturano gli adulti senza l’uso di insetticidi potrebbe rappresentare molto probabilmente il futuro della lotta biotecnica alla mosca.

Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 1/2017  L’Edicola di Olivo e Olio


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