Osservatorio in campo –

Una carenza idrica in questo periodo potrebbe determinare anomalie nelle infiorescenze. In particolare al Sud, a causa del clima, è importante monitorare attentamente la situazione per ottenere il massimo della produttività dagli alberi

Acqua e nutrienti per gli olivi in fiore

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Maggio è il mese della fioritura dell’olivo. Le condizioni climatiche in questo periodo sono decisive per l’impollinazione e l’allegagione; un decorso ottimale è favorito da una temperatura diurna compresa tra i 20 e i 25 °C, una ventosità diffusa e costante, poca pioggia, soprattutto quando i fiori sono aperti.

Condizioni particolari di climi caldo-secchi o fresco-umidi possono determinare scarsa produzione o lo sviluppo di numerose infiorescenze con frutti partenocarpici. Nelle annate con pioggia persistente durante il periodo della fioritura la produzione è scarsa in quanto l’acqua riduce notevolmente la vitalità e la diffusione del polline con il vento.

L’allegagione è modesta anche in caso di temperature elevate durante la fioritura; in particolare la crescita del tubo pollinico nell’ovario cessa quando la temperatura durante la fioritura supera i 30 °C. Venti forti e secchi ostacolano l’atto fecondativo a causa della rapida perdita di recettività dell’ovario e/o di funzionalità del budello pollinico. In estreme condizioni di caldo secco gli ovari, sia fecondati sia non fecondati, possono indurire e rimanere sull’albero anneriti per 2-3 mesi, prima di cadere, anche quando l’albero non soffra per carenza di acqua.

Piante in equilibrio

Per una buona fioritura è necessario che le piante siano in equilibrio vegeto-produttivo. L’eccesso di vigoria, generalmente dovuto a un’abbondante concimazione e/o potatura troppo energica, porta a una ridotta fioritura, ma anche ad una scarsa allegagione, pur in presenza di una regolare fioritura. Concimazione e potatura sono le armi a disposizione per ricercare il giusto equilibrio tra attività vegetativa, che dovrebbe essere ridotta al minimo indispensabile, e attività produttiva, che dovrebbe invece essere esaltata.

In caso di eccesso di vigoria si propone di ridurre l’apporto di concime e portare la potatura al minimo indispensabile, limitandosi a eliminare la vegetazione interna alla chioma, i rami sottoposti ad altri e le parti ombreggiate. Inoltre si raccomanda di individuare e separare con chiarezza le cime del vaso policonico, per limitare l’afflusso di linfa nella parte apicale della chioma e stimolare le capacità di attrazione della parte basale e distale, dove si concentra la produzione.

Ad integrazione della concimazione al terreno, nel periodo fioritura – allegagione può essere utile la somministrazione di soluzioni contenenti urea (1-2%) direttamente alla chioma; la concimazione fogliare consente di sopperire rapidamente alle particolari esigenze nutrizionali delle diverse fasi fenologiche del ciclo colturale e di apportare rapidamente elementi nutritivi risolvendo eventuali carenze di microelementi. Inoltre, richiede minori quantità di concime e può essere abbinata a trattamenti antiparassitari riducendo così costi e tempi necessari per i trattamenti. È particolarmente consigliata in oliveti in asciutto, nei quali la carenza idrica in determinati periodi dell’anno riduce fortemente l’efficacia della concimazione al suolo.

Qualora si ricorra solo alla concimazione fogliare, è opportuno frazionare gli interventi nel corso dell’anno: il primo con concimi azotati alle prime fasi del germogliamento, il secondo in pre-fioritura e l’ultimo durante l’allegagione. A ciascuno di questi interventi si possono abbinare concimi a base di fosforo o microelementi a seconda delle esigenze della pianta. Le concimazioni a base di potassio sono invece indicate per sostenere i processi di inoliazione e vanno effettuate in corrispondenza dell’allegagione e durante la fase di accumulo dell’olio.

La concimazione fogliare con boro in pre-fioritura viene consigliata solo in casi di carenze accertate, per aumentare la disponibilità di alcuni carboidrati per i processi riproduttivi nel fiore dell’olivo e per aumentare l’allegagione e la produzione. Normalmente i terreni italiani sono ben dotati di boro e un surplus in fase di piena fioritura può rivelarsi controproducente, in quanto l’elemento, ad elevate concentrazioni, può avere un effetto cascolante.

Come per la distribuzione dei prodotti antiparassitari, è consigliabile effettuare i trattamenti nelle ore più fresche della giornata; importante anche la corretta manutenzione dei mezzi distributori e l’uniformità di distribuzione dei prodotti sulla chioma; la scelta dei concimi va effettuata in base al titolo, al costo, alla solubilità, oltre che alle esigenze dell’albero. In biologico vanno utilizzati concimi fogliari ammessi dai disciplinari di produzione.

Qualora si disponga di un impianto di irrigazione localizzata, la concimazione può essere effettuata mediante fertirrigazione, per fornire gli elementi nutritivi in forma solubile in prossimità delle radici a un elevato grado di umidità del terreno che ne facilita l’assorbimento, riducendo così le dosi di concime. La fertirrigazione consente inoltre di risolvere rapidamente eventuali carenze, anche di microelementi, e di ridurre le spese di somministrazione. Richiede conoscenze tecniche e manutenzione accurata dell’impianto di irrigazione.

Esigenze idriche

Nel periodo della differenziazione morfologica delle gemme e soprattutto durante la fioritura e l’allegagione, situazioni di carenza idrica possono portare ad anomalie nella formazione del fiore, come assenza di stami, riduzione del numero delle infiorescenze, aborto dell’ovario e minore allegagione, anche se lo stress è di breve durata.

Nelle zone olivicole del centro-nord Italia raramente si verifica scarsa disponibilità di acqua durante questa fase fenologica, mentre al Sud è importante monitorare attentamente lo stato idrico dell’oliveto fin dalla mignolatura, per ottenere il massimo della produttività dagli alberi.

In situazioni di carenza idrica, la disponibilità di un impianto d’irrigazione consente di mantenere la pianta in uno stato ottimale a garantire maggiore produzione; l’irrigazione infatti aumenta il numero di infiorescenze, la percentuale di allegagione e il numero, la pezzatura e il contenuto idrico dei frutti e diminuisce l’incidenza dell’aborto dell’ovario e la cascola dei frutti.

Problemi fitosanitari, quali forti attacchi di occhio di pavone, cocciniglia, fumaggine, possono compromettere la funzionalità dell’apparato fogliare e la capacità fotosintetica della pianta, con ripercussioni negative su fioritura e allegagione.

A maggio il cotonello dell’olivo produce ammassi appiccicosi e biancastri sulle infiorescenze e sui germogli, provocandone deperimento e disseccamento; generalmente i danni degli attacchi primaverili sono limitati a causa delle alte temperature, dei numerosi nemici naturali e di pratiche agronomiche, quali la potatura, che arieggiano la chioma.

Da fine maggio-inizio giugno è importante monitorare anche il volo degli adulti della generazione antofaga di tignola, le cui larve formano caratteristici nidi sericei sulle infiorescenze.

In questo periodo si evidenziano i primi sintomi della verticilliosi a partire del vertice della pianta; in giovani impianti con decorso della malattia di tipo acuto, si evidenziano disseccamenti della vegetazione con foglie ripiegate a doccia che rimangono attaccate ai rami. La lotta è soprattutto preventiva, utilizzando per i nuovi oliveti terreni non infetti e materiale di propagazione sano.

Entro la metà di maggio vanno bruciati i rami esca lasciati in campo per catturare gli adulti di scolitidi, in alternativa vanno irrorati con insetticidi ad azione di contatto.

(*) alfei_barbara@assam.marche.it

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